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E’ stato, infatti, riscattato dal dominio delle acque a favore degli insediamenti civili e delle attività produttive, grazie all’opera instancabile dell’uomo che ha provveduto alla regimazione dei fiumi, alla costruzione dei canali per lo scolo delle acque, all’installazione delle idrovore per il loro sollevamento e scarico nei ricettori principali tributari del mare Adriatico.
Significativa è stata l’opera dei Benedettini che hanno insegnato le tecniche per una bonifica razionale del territorio, lasciando tracce importanti a Badia Polesine (Vangadizza), a Villafora, a Villamarzana (Gognano), a Pettorazza ed a Grignano Polesine, dove istituirono “La Comune”, un particolare Consorzio fra abitanti originari del paese per la gestione e la coltivazione delle terre bonificate. Importante è l’esperienza della gestione del territorio operata dagli Olivetani di San Bartolomeo che all’attività conventuale unirono la bonifica delle campagne del vicino contado (Baltuin di Sant’Apollinare). Il merito principale dell’azione della bonifica nel comprensorio la si deve ai Consorzi, costituiti originariamente per volontà di alcuni proprietari terrieri, ma poi governati, dopo la riforma agraria del 1952, dai coltivatori agricoltori con la proprietà compresa nel perimetro consorziale. Nel territorio dell’attuale Consorzio di Bonifica Polesine Adige Canalbianco operavano i seguenti Consorzi, che hanno contribuito a fare la storia del Medio e Basso Polesine: Valdentro e Prese Unite, Vespara Presciane, Campagna Vecchia Superiore, Campagna Vecchia Inferiore, Borsea e Luoghi Superiori, Stellà S. Apollinare, Baricetta e SS. Pietro e Paolo, S. Giustina e Bresega, Valli D’Adria e Amolara, Smergoncino, Dossi Vallieri, Vallona, Tartaro Osellin e S. Pietro di Cavarzere. |
Cenni storici


Il comprensorio del Consorzio è di antica bonifica.